La cultura orientale si distingue da quella occidentale per il forte interesse verso lo scopo dell’esistenza umana e per la continua ricerca del sé.

Si tratta di una sostanziale differenza tra il desiderio degli orientali di vivere il presente, l’oggi, nel migliore dei modi, a discapito dell’attitudine occidentale al sacrificio giornaliero per una felicità che in realtà è proiettata nel futuro.

Ieri, primo gennaio, in quasi tutti i quotidiani, nei social network e nei discorsi televisivi si parlava dei festeggiamenti all’insegna di un nuovo inizio.

Dei buoni propositi, dei nuovi viaggi, delle porte chiuse e dei portoni aperti.

Io, personalmente, non sono mai stata fan delle feste comandate dal calendario ed ho sempre preferito piuttosto festeggiare un pò ogni giorno o, in alternativa, non festeggiare per niente.

Siamo davvero sicuri, infondo, che a stabilire un cambiamento debba essere un numero deciso secondo un sistema inventato più di 500 anni fa per identificare e calcolare il tempo?

In passato, ad esempio, il primo giorno dell’anno era considerato il 21 marzo, in quanto solstizio di primavera. Sono stati i Romani a decidere a loro piacimento di sostituirlo con il primo gennaio!

Ho deciso di riportare nel mio blog una storia zen per essere di aiuto alle persone interessate alla propria crescita personale e a quelle che sentono di avere le migliori intenzioni, ma non sanno da dove iniziare.

                  Smettere di procrastinare                      

Come dicevo, questo inizio di anno nuovo ha scaturito nella popolazione mondiale il desiderio di una crescita personale,  più forte di quello degli ultimi anni passati.

Ma era davvero necessario aspettare una catastrofe mondiale per iniziare a pensare alla propria realizzazione personale?

Molte persone, infatti, vivono una vita di attese.

Aspettano, rimandano, studiano il momento giusto immaginando e progettando uno scenario futuro perfetto.

Lo so con certezza perché anche io, prima di prendere in mano la mia vita ed iniziare ad inseguire i miei sogni, ho vissuto moltissimi anni in attesa del momento perfetto che (ALLERTA SPOILERnon esiste.

“Rimanda a domani solo ciò che saresti disposto a lasciare incompiuto morendo” – Pablo Picasso

Procrastinare, rimandare qualsiasi cosa a domani, (lo leggo domani, lo faccio domani, ci penseremo domani, quante volte l’abbiamo detto?) può diventare uno stile di vita inadeguato e controproducente.

Le ricerche condotte alla DePaul University di Chicago e alla Carleton University di Ottawa rivelano che il 20% della popolazione mondiale ammette di essere un procrastinatore cronico!

Prendere la cattiva abitudine di rinviare le cose, di temporeggiare, incide negativamente su moltissimi aspetti della vita quotidiana e del nostro futuro.

Può capitare ad esempio di non pagare la bolletta del telefono, di aspettare per svolgere un determinato lavoro o di rinviare una telefonata importante e perdere si conseguenza un occasione vantaggiosa.

La soluzione in qualsiasi di questi casi è solo una: Smettere di pensare ed iniziare ad agire.

                                     Un racconto zen per iniziare

 

Le storie zen sono ricche di insegnamenti su come risolvere i problemi della vita. Sono scritte e raccontate con umorismo e semplicità e, proprio per questo, alla portata di tutti quanti.

Questi racconti molte volte vengono utilizzati, oltre che per avvicinare le persone alla cultura zen, per aprire la mente, per fornire spunti di riflessione per la propria crescita personale e punti di vista alternativi a quelli che conosciamo.

Sono storie tramandate oralmente che racchiudono tutta la più vecchia cultura cinese.

Ogni racconto contiene una differente morale che riporta a concentrarsi sui propri obiettivi di felicità e crescita personale.

La storia zen che ho scelto invita a compiere semplici azioni giornaliere da oggi per la realizzazione della propria felicità.

Insegna a riflettere su come per raggiungerla bisogna partire dalle piccole cose, iniziando dall’accettazione e dal perdono di noi stessi, e degli altri.

                                I consigli di Zengetsu

 

Zengetsu, un maestro cinese della dinastia T’ang, scrisse per i suoi allievi i seguenti consigli:

  • · Vivere nel mondo e tuttavia non stringere legami con la polvere del mondo è la linea di condotta di un vero studente di Zen.

  • · Quando assisti alla buona azione di un altro, esortati a seguire il suo esempio.

  • · Nell’aver notizia dell’errore di un altro, raccomandati di non imitarlo.

  • · Anche da solo in una stanza buia comportati come se avessi di fronte un nobile ospite.

  • · Esprimi i tuoi sentimenti, ma non diventare più espansivo di quanto la tua vera natura ti detti.

  • · La povertà è il tuo tesoro. Non barattarla mai con una vita agiata.

  • · Una persona può sembrare sciocca e tuttavia non esserlo. Può darsi che stia solo proteggendo con cura il suo discernimento.

  • · Le virtù sono i frutti dell’autodisciplina e non cadono dal cielo da sole come la pioggia o la neve. La modestia è il fondamento di tutte le virtù.

  • · Lascia che i tuoi vicini ti scoprano prima che tu ti sia rivelato. Un cuore nobile non si mette mai in mostra. Le sue parole sono come gemme preziose, sfoggiate raramente e di grande valore.

  • · Per uno studente sincero, ogni giorno è un giorno fortunato. Il tempo passa ma lui non resta mai indietro. Né la gloria né l’infamia possono commuoverlo.

  • · Critica te stesso, non criticare mai gli altri.

  • · Non discutere di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato. Alcune cose, benché giuste, furono considerate sbagliate per intere generazioni. Poiché è possibile che il valore del giusto sia riconosciuto dopo molti secoli, non c’è alcun bisogno di pretendere un riconoscimento immediato.

  • · Vivi con un fine e lascia i risultati alla grande legge dell’universo.

  • · Trascorri ogni giorno in serena contemplazione.
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Tratto dal libro: 101 Storie Zen,un libro tascabile pieno di filosofia, insegnamenti e molta ironia.

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