Quando ho creato Progetto Storytelling, avevo le idee molto confuse sugli argomenti che sarei riuscita a trattare nel corso del tempo. Di certo, però, sapevo che non sarebbero potute mancare storie straordinarie di persone comuni che hanno cambiato la propria vita grazie alla perseveranza nell’inseguire i propri sogni.

Ho avuto la fortuna di conoscere Simona e Giuseppe in uno degli ostelli meno probabili della Gold Coast australiana e, nonostante le nostre strade si siano separate molto in fretta, non ho mai smesso di portarli nel cuore. Oggi questi ragazzi sono più felici che mai e si mantengono in Australia grazie a MyWorkoutGear, il portale dedicato agli articoli sportivi frutto della loro passione, le loro esperienze e il loro impegno.

Da Milano a Bangkok.. al mondo intero

Quando ho chiesto a Simona di raccontare la sua storia per Progetto Storytelling, non sono rimasta stupita dal suo entusiasmo nell’accettare quest’intervista.

Positività ed entusiasmo, infatti, sono due delle caratteristiche che non mancano mai nell’animo di un viaggiatore come racconto nel mio articolo Turista o Viaggiatore: a te la scelta.

Simo, come vi è saltato in mente di lasciare Milano, il vostro lavoro e tutte le vostre sicurezze, per partire in Thailandia con un biglietto di sola andata?

Io e Giuseppe ci siamo conosciuti a Luglio del 2014, quando lui aveva 27 anni, e io 29. Dopo quasi un anno di convivenza, ci siamo resi conto di essere un’ottima squadra e, seguendo i consigli e la logica comune, avevamo deciso di comprare casa..”

Ma quello che è giusto per gli altri, molte volte non è quello che è giusto anche per noi, non è vero?

Proprio così. L’idea di trasferirci all’estero è partita da me: io non mi sentivo pronta a mettermi un mutuo sulle spalle in quanto il mio sogno era quello di viaggiare. Ho parlato di questo con Giuseppe ed ho ottenuto, come per ogni cosa, da subito il suo appoggio.

Insieme, abbiamo deciso di vendere tutto ciò’ che avevamo in possesso e partire per raggiungere l’Australia.

La nostra prima tappa all’estero è stata la Thailandia, che abbiamo visitato (più volte durante gli anni) da nord a sud, dalle montagne alle piccole isole e della quale entrambi siamo follemente innamorati”

Cambiare vita dopo i 30 anni? Fatto!

Sono molti i fattori che spesso bloccano le persone dal cambiare una vita insoddisfacente per intraprendere un nuovo percorso, e il comune denominatore tra tutti è sempre lo stesso: la paura.

Le più grandi paure sono in genere quelle di non avere una sicurezza economica alle spalle e/o di non essere più abbastanza giovani per fare un cambiamento importante come ad esempio trasferirsi all’estero.

Simona, so di per certo che quando tu e Giuseppe siete partiti avevate un budget molto limitato (lo stesso che avevo io, ci siamo confessate quella prima giornata in ostello) e tu avevi già festeggiato il tuo trentesimo compleanno. Quali sono le difficoltà più grandi che avete trovato quando avete iniziato questa avventura?

Si, è così, siamo partiti con pochi soldi e tanti sogni. Per i primi 6 mesi abbiamo vissuto a Perth nel Western Australia, nella quale siamo arrivati con 8.000 dollari australiani in totale (circa 5.000 euro).

La più’ grande difficoltà è stata sicuramente la lingua, in quanto Giuseppe un po’ se la cavava, ma io non avevo nemmeno le basi.

Mi sono improvvisata pasticcera e lavapiatti e, stando a contatto solo con persone del posto, sono riuscita a sbloccarmi e piano piano ad imparare l’inglese .

La seconda difficoltà, che però è arrivata con il tempo e non subito a causa della travolgente euforia del cambiamento, è sicuramente stata la distanza dai nostri cari”.

A lasciare la propria comfort zone, succedono cose meravigliose

Uscire dalla propria zona di comfort vuol dire mettersi alla prova in situazioni che non si conoscono ancora bene e che, proprio per questo, non ci fanno stare tranquilli.

Personalmente, le cose migliori della mia vita sono accadute proprio le volte in cui sono uscita dalla mia comfort zone.

Simona, cosa ne pensi a riguardo?

A Milano io ho lavorato per tanti anni in uno studio dentistico come assistente alla poltrona e come segretaria in un centro sportivo, mentre Giuseppe era coordinatore tecnico nel settore caldaie.

Da quando ci siamo trasferiti abbiamo dovuto reinventarci personalmente e professionalmente e, ad oggi, Giuseppe è personal trainer e supervisor nel settore construction, ed insieme gestiamo il nostro sito internet.

La nostra comfort zone è rimasta a Milano insieme ad i nostri posti fissi e devo dirti che, ad oggi, non ci è mai mancata”.

Raccontaci un episodio che ti ha reso orgogliosa di aver lasciato la tua zona di comfort.

Durante i nostri viaggi on the road per cercare lavoro da un paese all’altro, il più delle volte non sapevamo né dove dormire, né dove mangiare..né se saremmo usciti vivi da quei chilometri e chilometri di assoluto deserto: beh, quelle sono state le migliori esperienze della nostra vita per tutto ciò che ci hanno permesso di conoscere, a partire da ogni specie di animale libero incontrato sulla strada, alle persone, ai tantissimi imprevisti come rimanere in mezzo al nulla senza benzina e ritrovarsi a dormire in qualche hotel disperso nel deserto sentendoci protagonisti di un film di Tarantino.

Mi ricordo, e penso che non lo dimenticherò mai, un mattino in cui ci siamo messi in viaggio all’alba e Giuseppe ha fermato la macchina in mezzo alla strada. Eravamo circondati solo dal deserto, abbiamo alzato la testa al cielo e abbiamo visto almeno un centinaio di pappagalli dai colori più spettacolari che volavano sulla nostra testa: siamo rimasti letteralmente ipnotizzati per un tempo indefinito”.

Probabilmente non c’è bisogno di arrivare così lontano per vedere uno spettacolo del genere, ma certe cose si possono apprezzare a pieno solamente quando si è disposti a lasciare a casa le proprie convinzioni per rincorrere la propria felicità.

La felicità è una scelta

Il segreto della felicità è la libertà. Il segreto della libertà è il coraggio.

-Tucidide

Simo, siete sempre stati felici e non vi e mai mancato nulla. Cosa ha fatto scattare l’ulteriore svolta del vostro sito MyWorkoutGear?

Viviamo a Melbourne lavorando tra ristorazione e costruzioni già da alcuni anni, ma nel 2020 abbiamo sentito il bisogno di qualcosa di diverso, qualcosa in più che ci potesse dare la possibilità di vivere sereni, con poco, ma facendo ciò che ci piace. Ci siamo lanciati così in un nuovo progetto: quello di aprire un sito internet dove compriamo dai migliori fornitori e rivendiamo accessori sportivi per chi ama il fitness in tutta Australia.

Ovviamente il digitale non è mai stato il nostro settore, ma ci siamo messi sotto, abbiamo iniziato dai più semplici corsi gratuiti, fino a specializzarci. Abbiamo ancora tanta strada da fare, ma abbiamo già ricevuto piccole soddisfazioni e continuiamo a credere anche in questo sogno.

Oltretutto, nel 2020, è arrivato il nostro bimbo, al quale speriamo di trasmettere tutte le esperienze positive che abbiamo vissuto e continueremo a vivere inseguendo le nostre passioni ed i nostri sogni.

Un messaggio per tutti i sognatori

Ringraziando Simona e Giuseppe per aver condiviso su Progetto Storytelling la loro storia, ho chiesto di lasciare un messaggio per tutte quelle persone che vorrebbero intraprendere un esperienza come la loro, ma ancora non hanno trovato il coraggio per farlo. Voglio concludere questo articolo con le loro bellissime parole:

Il messaggio che lasciamo a tutti i sognatori è di avere tanta pazienza. Se si ha un sogno è importante crederci sempre fino alla fine, anche se tutto ciò che accade rema contro di voi. Ve lo dovete. Non mollate mai, siate positivi, prendete tutto ciò che vi arriva nella vita e create la vostra storia.

Noi, da parte nostra, non abbiamo mai avuto nessun ripensamento. Anzi, forse uno: avremmo dovuto dichiararci molto prima, ed iniziare questa avventura prima di quanto abbiamo fatto”!

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