La rabbia è una delle emozioni base di tutti gli esseri viventi ma, a differenza delle altre emozioni, viene associata quasi sempre ad un sentimento negativo da soffocare o reprimere.

Questo accade perché non tutti siamo in grado di gestire la rabbia come dovremmo: alcune persone, ad esempio, tendono ad interiorizzarla, trattenendo tutte le emozioni negative dentro di loro. Altre, pensano di risolvere la loro frustrazione concentrando il pensiero altrove.

In ognuno di questi casi la rabbia termina, prima o dopo, con degli sfoghi d’ira che non sono mai la soluzione al problema e creano dei disturbi a noi stessi e alle persone vicine.

In questo articolo ti parlerò di come riconoscere e sfruttare a tuo vantaggio un sentimento apparentemente negativo come quello della rabbia, con la speranza di farti assumere maggiore consapevolezza delle tue emozioni.

Dove ha origine la rabbia

Uno studio effettuato da Langone Medical Center di New York, ha dimostrato che la rabbia viene attivata dallo stesso interruttore che gestisce le emozioni di ansia e paura.

Questo interruttore si trova nella zona del cervello chiamata setto laterale, che a sua volta è collegato con l’ippocampo e l’ipotalamo (rispettivamente responsabili delle nostre emozioni e della nostra aggressività).

Nel suo ebook sulla gestione della rabbia, la dottoressa Monica Morganti spiega che le persone si arrabbiano quando qualcosa, o qualcuno, si intromette tra loro ed i loro bisogni o desideri, e che tendiamo a sfogare la rabbia verso tre destinatari:

· la persona diretta che ci ha provocato la collera

· una persona non necessariamente collegata con l’accaduto (quando ce la prendiamo con i nostri cari, ad esempio)

· noi stessi (autolesionismo)

Come capire se c’è rabbia dentro di noi

rabbia

Personalmente, ancora oggi lavoro molto sul riconoscere quando inizio a provare quelle sensazioni spiacevoli, che poi si trasformano in rabbia. Imparare a conoscersi vuol dire capire quando determinati atteggiamenti di tutti i giorni, come ad esempio il sarcasmo o l’ironia, sono fini a se stessi o celano una rabbia repressa.

Ti è mai capitato di reagire con eccessiva collera, e renderti successivamente conto che non ce n’erano le effettive ragioni?

Se ti è capitato, troverai sicuramente utili questi 5 segnali riconosciuti dal Centro di riabilitazione skywoodrecovery del Michigan che possono aiutarti immediatamente a capire se soffri di rabbia repressa:

 · Ti arrabbi facilmente

La tua scintilla prende fuoco troppo in fretta, quando le cose non vanno come vorresti? In questi casi è probabile che la ragione della tua rabbia sia più profonda di quella che in realtà ti ha fatto scattare.

 · Sei una persona fisicamente violenta

Non necessariamente intesa come violenza contro le persone. Se ti capita spesso di rompere oggetti o “prendertela con il muro”, è probabile che ci siano delle questioni irrisolte dietro questi gesti violenti.

 · Sei una persona verbalmente violenta

Anche questo è un campanello d’allarme. Possiamo infatti astenerci dalla violenza fisica e sfogarci, invece, gridando o rivolgendoci sgarbatamente alle altre persone.

 · Alterni il corretto comportamento a quello scorretto

Le persone che si arrabbiano non sono cattive (non tutte, almeno) e molte volte, dopo uno sfogo di rabbia, provano un senso di colpa e di rimorso solitamente accompagnato da promesse di un futuro cambiamento. Anche in questi casi viene riconosciuta una cattiva gestione della rabbia.

 · Abusi o sei dipendente da sostanze o situazioni

Bere, o consumare sostanze stupefacenti, perché si è arrabbiati o arrabbiarsi quando si beve o si utilizzano tali sostanze, è molte volte sintomo di una rabbia repressa. Così come potrebbe esserlo immergersi completamente nel lavoro o in una relazione negativa per fuggire dalle emozioni spiacevoli con cui dovremmo altrimenti confrontarci.

Utilizziamo inconsciamente le nostre dipendenze per salvarci dalla sofferenza

4 consigli per controllare la rabbia nell’immediato

rabbia

Seguendo articoli, riviste, video e quant’altro di esperti in psicologia e psicoterapia, sono venuta a conoscenza di alcuni metodi che prima ignoravo per controllare la rabbia.

Di seguito ti riporto quelli che ho testato personalmente su me stessa e che ho trovato davvero efficienti.

La particolarità di questi consigli è che puoi metterli in pratica nell’immediato, anche la prossima volta che ti arrabbi.

 · Chiediti cosa sta succedendo

Secondo la dottoressa Riviera, la rabbia è un’emozione secondaria che in genere arriva dopo un emozione spiacevole come ad esempio la tristezza, la delusione o il fallimento.  La rabbia è una sensazione di dolore dovuta a situazioni spiacevoli che non tolleriamo. Chiederti cosa sta succedendo può aiutarti ad acquisire consapevolezza su qual è realmente l’emozione dolorosa che la rabbia sta nascondendo. Quando ti senti improvvisamente arrabbiato, chiediti cosa succede e, mentre ti rispondi, analizza con freddezza i fatti.

 · Usa l’umorismo

Quante volte è bastato un solo sorriso per risollevare una giornata apparentemente storta?!

Utilizzare l’umorismo per risolvere situazioni di nervosismo è un pò come uscire fuori dagli schemi, e mi sta insegnando in un certo senso a ridicolizzare la mia sensazione di rabbia. Ho seguito i consigli degli specialisti di psicologia e mi sono guardata allo specchio quando mi sono sentita arrabbiata. Devo ammettere che non ha funzionato immediatamente, ma in seguito mi sono fissata su certi dettagli imbarazzanti, come l’arrossamento delle mie guance o l’intensità dello sguardo, e sto imparando a prendermi gioco di me stessa in quelle condizioni, per poi ragionare sulle situazioni con più lucidità e coerenza.

 · Smetti di parlare

Ho notato dopo anni di litigi (la maggior parte senza alcun senso logico) che la cosa che non smetto mai di fare quando litigo…è litigare! Mi spiego meglio.

Quando siamo arrabbiati tendiamo a parlare più del dovuto e a dire cose che feriscono il nostro interlocutore di cui poi ci pentiremo in seguito. Smettere di parlare per alcuni secondi ci aiuta a riacquistare la lucidità e la freddezza di cui abbiamo bisogno per affrontare una determinata situazione.

· “Si, ma..!”

Quante volte litigando ti capita di non voler sentire le ragioni dell’altra parte, e di interrompere continuamente con “Si, ma..”, seguendo con le tue argomentazioni?

A quanto pare, con questo atteggiamento allontaniamo i riflettori dal nostro interlocutore restando sulla difensiva e impedendo di creare lo stato empatico necessario per la risoluzione del problema.

La prossima volta che sei al centro di una lite, prova ad ascoltare le argomentazioni dell’altra persona senza ripeterti nella mente le ragioni che dovrai esporre quando sarà il tuo turno.

La rabbia è un’emozione negativa?

rabbia

La rabbia è un’emozione proprio come tutte le altre e, come spiega la dottoressa Eleonora Rinaldi, psicologa specializzata in psicoterapia, “l’intera gamma delle emozioni esiste per essere provata.

La rabbia non è un emozione negativa, perché non esistono emozioni negative. Esistono però emozioni che, se represse per diverso tempo, possono diventare spiacevoli e causa di malessere interiore come ad esempio la rabbia stessa, la paura o la tristezza.

Non dobbiamo essere spaventati quando proviamo dei sentimenti di rabbia, né tanto meno cercare di reprimerli.

La soluzione migliore per gestire la propria rabbia è imparare a sfruttarla in maniera costruttiva, per riconoscere quali sono i sentimenti che nasconde dietro di sé. Dominare le emozioni negative e sfruttarle a proprio vantaggio, vuol dire essere in grado di ritrovare il buon umore e la serenità anche nelle situazioni meno piacevoli.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *